“Liceo scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli”
professoressa:
Raffaella Zecchini
Alessandro Banda
“Scusi, Prof, ho sbagliato romanzo”
Scusi, prof, ho sbagliato romanzo di Alessandro Banda è stato letto dagli studenti nella pausa estiva tra quarto e quinto anno di corso. A settembre si è svolta una discussione in classe da cui sono emersi giudizi piuttosto omogenei: il libro non è sostanzialmente piaciuto per il linguaggio, avvertito come “demagogico e offensivo” e per l’ esagerazione caricaturale evidente sia nella descrizione dei docenti che nella riscrittura dei classici. Se ai lettori “semantici” l’opera non è risultata gradita, i lettori “estetici” (per usare categorie care ad Umberto Eco) hanno invece apprezzato il carattere parodico dell’operazione, l’autocritica dell’autore che si cela dietro il senhal di Dan Baha, i nomi parlanti di plautina memoria dei docenti, la cultura evidente di Banda.
I ragazzi hanno poi prodotto il lavoro qui allegato autonomamente, anche perché si voleva svincolarli da costrizioni e abituarli ad una certa autonomia operativa.
L’insegnante, a sua volta, intende avvalersi , nel corso dell’anno, di alcune pagine dell’opera durante le lezioni di presentazione di autori curricolari. Ad esempio, pensavo di fornire alla classe la lettera del 13 maggio de Le ultime lettere di Iacopo Ortis in parallelo alla “riscrittura” di Banda per cogliere gli elementi costitutivi della parodia, sull’esempio della lettura effettuata lo scorso anno sui sonetti di Francesco Berni, o ancora avvalermi della “Mail” per riflettere sulla comunicazione attuale che registra la progressiva scomparsa di lettere e cartoline sostituite dagli sms.
Anche la lettura de I promessi sposi potrà avvenire alla luce di alcune pagine di Banda; ad esempio la versione “matematizzata” può costituire il punto di partenza per una riflessione sulla analisi narratologica di Franco Fido. Potranno costituire inoltre spunti significativi la vigna di Renzo accostata al giardino in souffrance di Leopardi, l’ ipocrita mascheratura lessicale della peste, la donna “sepolcro” di Horacio che trae origine dai testi della poesia Scapigliata.
Questa operazione costituirà una preziosa occasione per evitare al docente ciò che Banda paventa nel suo romanzo: “Eterni ripetenti. Professori!”
Raffaella Zecchini
Ispirandoci all’autore Alessandro Banda, proponiamo una relazione del libro “ Scusi, prof, ho sbagliato romanzo” sotto forma di racconto nel racconto.
Ore 12.30 5° ora
La professoressa Barbara Longa da più di mezz’ora legge ininterrottamente il capitolo XXXI dei promessi sposi.
“…ma ciò che, lasciando intero il biasimo, scema la meraviglia di quella sua condotta, ciò che fa nascere un’altra e più forte meraviglia, è la condotta della popolazione medesima, di quella, voglio dire, che, non tocca ancora dal contegno,aveva tanta ragione di temerlo…!
La noia aleggia nell’aria: Ticchetti lancia frequenti occhiate alle lancette dell’orologio aspettando con impazienza il “gentil suono” della campanella; dalle retrovie piovono proiettili di carta lanciati dall’esperta mano di Guerrazzi, ripetente cronico da circa tre anni e residente fisso dell’ultima fila; Somnio dorme : ieri ha fatto le ore piccole e lo sappiamo tutti perchè . . .
Persino Laura Secchia stenta a mantenere la concentrazione, quando all’improvviso qualcuno bussa alla porta: da quel momento la provvidenza ebbe un nome ed una professione: il bidello Oriano.
Il caos regnava nella segreteria e l’araldo Oriano riferiva la richiesta dell’intervento della prof in qualità di esimneta per risolvere i problemi dell’intricata burocrazia scolastica.
Improvvisamente gli studenti si risvegliarono dal profondo stato di torpore nel quale erano piombati: era il momento di agire. A questo punto si presentavano molte opzioni: torneo di marafone, rifornimento di viveri alle macchinette, fuga repentina di massa con destinazione ignota. . . ma inaspettatamente l’attenzione di tutti fu catturata da dito indice di Rossana Volpina puntato verso il cassetto semi-aperto della cattedra: compiti in classe? Registro personale della professoressa? Precipitatisi intorno alla cattedra non trovarono niente di tutto questo, solo un semplice libro dalla copertina arancione.
“ Ehi ma questo è il nuovo di Banda ”
“ Sì . . . Mi hanno detto che parla della scuola! ”
“ Che barba!! ”
“ No, l’hanno descritto come una denuncia al sistema scolastico “
“ Forte!! “
“ Che cosa ce ne facciamo? “
In quell’istante la professoressa rientrò in classe: quasi istintivamente, con un movimento furtivo, Guerrazzi fece scivolare il libro nel suo zaino, popolato ormai solo da ragnatele e polvere. Fortunatamente non c’era più tempo per continuare la lezione, al suono della campanella la professoressa si dileguò rapidamente e sbadata com’era non si accorse di nulla.
Ore 15.00 Salotto di Guerrazzi
I ragazzi non avevano resistito al fascino di un libro denigratorio nei confronti degli insegnanti e si erano accordati per una lettura collettiva.
Quando la Secchia finì di leggere ad alta voce calò il silenzio per qualche istante, poi Guerrazzi prese la parola:
“ Oh ma stì racconti tuonano!! Senti senti cosa dice: là son gente decisa, che tromba! E subito. Mi piaci? Ti piaccio? E allora sotto: via il boccale di birra, via il wustel mezzo addentato, e alè diamoci dentro con gli organi ben lubrificati! Poche ciance!
“ Ma che racconti, sono parodie e per giunta riuscite male! “
“ E dire che stamattina ci stavamo annoiando sul capitolo della peste “
“ Figuriamoci se fossimo costretti a leggere tali stravolgimenti letterari! “
“ Sarei stato anch’io tra quei ragazzi del libro che si incontravano clandestinamente nei sotterranei “
“ Leggendo questo libro ho capito che mi sbagliavo! I classici non hanno bisogno di essere modernizzati, restano sempre attuali “
A questo punto intervenne Guerrazzi:
“ Passi le brutte parodie, almeno riconosciamogli la novità nell’uso del linguaggio: finalmente un autore che usa il nostro gergo! “
“ Guarda che non tutti parliamo come te; essere un ragazzo non vuol dire automaticamente parlare come uno scaricatore di porto “
“ Vi rendete conto della mera considerazione che hanno gli insegnanti del libro per i loro studenti?! “
“ Io mi sento quasi offesa dal linguaggio così esasperato, come se noi non riuscissimo ad esprimerci in nessun altro modo! “
“ Forse era proprio questo il messaggio dell’autore: suscitare una reazione negativa nel lettore”
“ La realtà scolastica che ci propone è la nostra, anche se esaltata oltre misura!! “
L’ultima parola spettò di diritto alla Secchia che con fare da maestrina si portò al centro della stanza e sentenziò:
“ Quindi siamo quasi tutti della stessa opinione di Banda, anche se forse quello da lui scelto non è il metodo giusto per mettere in evidenzia il suo dissenso sul mondo dell’istruzione. In fondo offende esclusivamente l’operato degli insegnanti senza proporre alcuna concreta soluzione visto che per bocca di Dan Baha, che poi è l'autore, capiamo che in questo inferno bisogna pure starci “
Guerrazzi si guardava intorno confuso, lui il libro non l’aveva capito.
Artusi Simona,
Benvenuti Francesco,
Calic Filip,
Catapano Carolina,
Chiadini Chiara,
Farneti Giulia,
Fattini Silvia,
Frassineti Gloria,
Guidi Lorenzo,
Martines Michele,
Pedri Sara,
Picchetti Jlyn,
Raulli Leonardo,
Santolini Enrica,
Tesei Federica,
Zanotti Claudia.
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SCUOLE
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