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LICEO SCIENTIFICO FULCIERI PAULUCCI DI CALBOLI

Relazione della classe 4° F


Durante l’anno scolastico 2006/2007 ha preso avvio un progetto di lettura che ha coinvolto diverse sezioni dell’istituto “Fulcieri P.di Calboli” ed alcune scuole del circondario e si è concluso nel mese di ottobre del corrente a.s. con l’incontro con gli autori dei testi letti, avvenuto il 13 u.s.
La finalità di tale progetto, proposto alla classe dalla docente di Italiano, è infatti quella di avvicinare gli studenti alla lettura di romanzi moderni e contemporanei, stimolando in essi la curiosità ed il piacere per la pagina scritta, anche di scrittori che raramente rientrano negli standard dei best-sellers, ma, sebbene poco noti, sono portatori di idee notevoli.
Dopo che la classe ha accolto la proposta, il lavoro è stato impostato, negli ultimi due mesi dello scorso anno scolastico, partendo dalla lettura dei testi che ci sono stati offerti: il primo letto ed analizzato Un saluto attraverso le stelle di Marisa Bulgheroni. Terminata la lettura da parte della classe intera, sono state tenute dalla professoressa alcune lezioni sia per contestualizzare il periodo storico del romanzo sia per chiarirne lo stile di scrittura ed i punti salienti. Fatto ciò, utilizzando anche come modelli e spunti recensioni di critici letterari e giornalisti, ogni studente, in classe, nei giorni conclusivi dell’a.s., si è cimentato nello scrivere una recensione. Tale scrittura ha posto in evidenza che alcuni ragazzi hanno trovato il testo troppo complesso ed elaborato per i loro interessi adolescenziali, sia per registro linguistico sia per contenuto, pur col fascino indubbio delle citazioni poetiche di cui il romanzo è intessuto.
Durante l’estate la classe ha poi affrontato la lettura del secondo testo parte del progetto, Scusi prof, ho sbagliato romanzo di Alessandro Banda e ne ha redatto una recensione non a scuola. A ripresa del nuovo anno scolastico, dopo la consegna della recensione, si è cercato in classe di chiarire alcuni aspetti del libro, servendosi anche del confronto con altri due testi letti: Italo Calvino racconta l’Orlando furioso e Luca Canali racconta l’Eneide. Questo perché tutti e tre i testi cercano, sebbene in modi differenti, di avvicinarsi a classici della letteratura latina ed italiana. Ciò ha consentito di capire meglio che cosa sia un classico e come ci si può avvicinare ad esso.
La classi partecipanti al progetto legato al Dedalus, sia di Forlì sia di Cesena, sono infine state invitate all’incontro con gli autori presso la Sala S. Caterina nella mattinata del 13-10-2007. Questo incontro è stato suddiviso in due parti. Nella prima, gli scrittori, Banda e Bulgheroni, con l’impeccabile mediazione del prof. A. Casadei, sono stati introdotti, l’uno come scrittore amante del paradosso e l’altra come scrittrice di raffinata preparazione letteraria e linguistica. Subito dopo i due scrittori hanno spiegato al giovane pubblico le ragioni e le modalità della scrittura dei loro romanzi. Molto convincente la signora Bulgheroni che in poche ma efficaci puntualizzazioni ha chiarito l’insufficienza della sola autobiografia, per il suo romanzo, ed anche del romanzo storico, che avrebbe richiesto un allontanamento da sé dell’esperienza, il che l’ha spinta ad una riflessione sul tempo con un orizzonte di futuro per una storia ambientata in un passato prossimo, con uno sguardo al presente ed alcune riflessioni sul passato, creando così una “vertigine del tempo”, dove la poesia, fonte di sapienza, arriva al fondo delle emozioni.
Ugualmente chiaro l’intervento di Banda, che ha precisato come il suo romanzo sia nato principalmente dalla duplice esperienza di professore, che vive le stranezze ed i paradossi della scuola e di lettore, che attraverso il filone della “letteratura scolastica” ha scoperto il cuore antico del disagio a scuola di studenti ed insegnanti, di cui il libro coglie alcuni aspetti.
Nella seconda parte di questo incontro la parola è passata agli studenti, che con le loro domande hanno permesso un ulteriore approfondimento su temi ed aspetti sia degli autori sia delle loro opere ed hanno infine ricevuto anche alcune indicazioni di lettura oltrechè un autografo personale, se volevano.

Escludendo la presente relazione, questa tappa ha di fatto concluso il progetto ed è stata sicuramente il punto di forza: la classe ha molto apprezzato l’incontro con gli autori dei libri che hanno accompagnato quasi un anno scolastico ed è stato fondamentale questo confronto, perché i lettori hanno potuto dare un volto vero a chi ha inventato le storie lette, perché sono potuti intervenire con domande, perchè i due scrittori hanno manifestato piena disponibilità nel chiarire le loro scelte di scrittura, ma anche le loro idee riguardo la narrativa ed il romanzo oggi, aiutando così gli studenti ad avere una visione più approfondita e dettagliata dei fenomeni letterari.
Altri e numerosi sono comunque stati i punti di forza di un lavoro di questo tipo, per esempio la volontà di continuare a trasmettere la passione per la lettura, sempre più sostituita dal linguaggio delle immagini, anche di autori del nostro tempo, conosciuti tramite la scuola che non si concentra solo sulle voci del passato.
Altro perno di questa esperienza diversa dal solito è la modalità del lavoro, che è stato condiviso da classi analoghe di uno stesso istituto e non solo. Inoltre il lavoro è stato sia individuale, nella lettura e nella stesura delle recensioni, sia di gruppo, nelle discussioni in classe e nella stesura di questa relazione. Ogni studente ha perciò avuto la possibilità di mettere alla prova le proprie capacità, di riflessione, di argomentazione, di controllo stilistico essendo chiamato a rispondere su richieste che, in alcuni momenti, si sono aggiunte agli abituali compiti pomeridiani ed ha poi sperimentato davvero il valore della collaborazione.
Le energie ed il tempo richiesti dal percorso Dedalus, al di là degli specifici risultati dei lavori scritti realizzati, non sono stati inutilmente spesi: si è trattato di un’esperienza che la classe potrà prendere come riferimento, forse propedeutica a futuri progetti, specificando che il parere condiviso dagli studenti all’interno della classe è passare il testimone ad altri studenti che, come la III F, possano godere di questa opportunità che il Dedalus ha messo a loro diposizione.

Forlì, 20-10-2007

La classe IV F

 


LICEO SCIENTIFICO FULCIERI PAULUCCI DI CALBOLI

Relazione della classe 5° D

Si parte…

Perché leggere i classici? Ma perché non leggere anche i contemporanei?
Se Calvino invita a scoprire i primi per il loro valore sempre attuale, il premio Stephen Dedalus crea un rapporto diretto e vivo tra giovani e scrittori di oggi.
Proprio per realizzare questo obiettivo, gli organizzatori del premio hanno cercato di coinvolgere studenti delle scuole superiori e della università nella provincia di Forlì-Cesena e la nostra classe non si è lasciata sfuggire la proposta aderendo al completo a questa terza edizione del premio, dopo che alcuni di noi avevano partecipato alla seconda.
Due sono stati i libri individuati e scelti a marzo per gli studenti degli istituti superiori: Un saluto attraverso le stelle di Marisa Bulgheroni e Scusi, prof., ho sbagliato romanzo di Alessandro Banda, editi rispettivamente da Mondadori e Guanda. Alla metà di aprile ci sono giunte undici copie di ciascun volume offerte dalla Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì e la professoressa ha organizzato il lavoro.

volando sulle ali di …Dedalus

Prima consegna è stata la lettura personale del volume di M. Bulgheroni da completare entro maggio in previsione di una discussione ragionata in classe guidata e sollecitata dalla nostra docente. Per favorire un’analisi più approfondita, l’insegnante ha fatto precedere al dibattito una lezione in orario curricolare e una in ore extrascolastiche che inquadrassero non solo storicamente gli anni che fanno da scenario al romanzo (1943-1945), ma lumeggiassero anche le modalità narrative con cui altri, scrittori o registri, hanno raccontato quel periodo. È stata l’occasione per conoscere meglio il Neorealismo: il primo medium è stato una videocassetta-didattica presa in prestito dalla biblioteca della nostra scuola. Voci, volti, scene di film ci hanno detto di una voglia di raccontare ciò che si era vissuto, ciò che si era sofferto, ciò che si era visto e da cui si era usciti, anzi una smania di raccontare, come ha scritto Calvino nella prefazione a Il sentiero dei nidi di ragno, il nostro secondo medium. Se l’urgenza di raccontare è però sfumata con gli anni, dal tempo è nata l’esigenza di non dimenticare.
Narrare per non perdere un’esperienza lontana, ecco l’intento di Marisa Bulgheroni, “confessato” all’incontro del 13 ottobre, evidente tuttavia fin dalla prima pagina del romanzo nel ripetuto monito Ricordati di Marianna, la madre, alla figlia Isabella, figlia della memoria…che è un prodigioso tecnico delle luci. Illuminare quanto si è perduto e farlo risaltare agli occhi di chi non lo ha vissuto richiede oggi modalità narrative diverse: montaggi di scene, alternarsi di presente e passato, scrittura a tondo e in corsivo, citazioni, allusioni, richiami. Una scrittura postmoderna? Forse sì, se si dà ascolto alle tesi del critico Ceserani, di cui abbiamo letto qualche riflessione a questo proposito nel nostro manuale.
Il dibattito in classe affrontato nell’ultima settimana di scuola ci ha visti dapprima smarriti: abituati di solito a misurarci con libri per i quali esiste una ricca “letteratura”, temevamo di non avere gli strumenti interpretativi giusti; è bastato poco per prendere fiducia e capire che eravamo tutti lettori sullo stesso livello, tutti potevamo aggiungere qualcosa all’analisi, illuminare un aspetto, cogliere un dettaglio, riconoscere in filigrana personaggi, situazioni, frasi, versi evocati con sapienza.
Con il viatico di una recensione del romanzo, comparsa su L’Indice a cura di Maria Nadotti, e di un’intervista all’autrice condotta da Anna Belledelli, abbiamo cominciato le vacanze estive. Compito: leggere il libro di Alessandro Banda e stilare le recensioni di ciascun romanzo.

Settembre: è tempo di tornare

Consegnate le recensioni, alcune delle quali sono state inviate al sito su indicazione dell’insegnante, il progetto di lettura è sembrato partire in sordina: la docente ha dedicato parte dell’attività curricolare al dibattito in classe su Il sentiero dei nidi di ragno e Una questione privata di B. Fenoglio (due elementi in più da far interagire con Un saluto attraverso le stelle), per poi dedicarsi alla trattazione di Manzoni, dalla produzione giovanile fino a I promessi sposi. In ore extracurricolari abbiamo esaminato il romanzo storico dopo Manzoni con cenni alle Confessioni di un Italiano di Ippolito Nievo -che sorpresa trovarlo indicato fra i consigli di lettura di Marisa Bulgheroni nell’incontro del 13 ottobre!-, abbiamo riflettuto sul rapporto fra romanzo e storia attraverso i romanzi di Calvino Il barone rampante e Il cavaliere inesistente, cercando di evidenziare come l’ironia sia una scelta che accomuna autori così distanti. Solo allora abbiamo esaminato in classe con la professoressa il libro di Banda: un libro apparentemente semplice, invece complesso, amaro e divertente, sarcastico ed utopistico, in cui si mettono in discussione la scuola nel suo complesso e le modalità di trasmissione dei classici, i rapporti fra docenti e studenti e quelli fra docenti e burocrazia. Un libro postmoderno nella riscrittura ironica di testi considerati canonici nei curricola: I promessi sposi, le Ultime lettere di Jacopo Ortis e la Vita nuova.
Il sugo di tutto il suo romanzo ci sembra possa essere riassunto con una frase di Calvino pronunciata nel 1983 durante un colloquio con studenti di Pesaro a proposito de Il visconte dimezzato: il divertimento è una cosa seria.

Si avvicina la conclusione

Venerdì 12.10.’07, alle ore 15,30 presso l’Auditorium della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì, un gruppo di noi, fra cui i ragazzi autori delle recensioni inviate al sito, e la nostra insegnante hanno partecipato all’incontro-dibattito dal tema: Il punto sulla narrativa contemporanea. Gli interventi del prof. Giorgio Ficara dell’Università di Torino e del critico Paolo Mauri, responsabile delle pagine culturali di Repubblica ed autore del saggio Buio premiato dalla giuria del Dedalus, hanno fatto riflettere sul futuro del romanzo e sul rischio che esso si stia avviando ad un definitivo tramonto, smarrita la sua funzione di critica del reale e perduto l’interesse dei giovani attratti da piaceri più facili ed immediati. Ricchissimi gli spunti offerti al pubblico che saranno approfonditi dalla nostra docente in sede curricolare nei prossimi mesi.
Alla cerimonia di premiazione introdotta dal segretario, prof. Alberto Casadei, e presieduta da Enzo Golino ha rivestito particolare interesse per noi l’intervento di Margherita Crepax, traduttrice de La scuola degli sciocchi di Sokolov, per la passione e la sensibilità che trasparivano dalle sue parole.

Autori a confronto

Sabato 13 ottobre ’07. Sala S. Caterina. È arrivato il momento di incontrare gli scrittori!
Ad aprire il confronto, il prof. Alberto Casadei, dopo una panoramica d’insieme dell’iniziativa, ha invitato i due ospiti a chiarire i motivi che li hanno indotti a scrivere i propri romanzi. L’autrice di Un saluto attraverso le stelle ha dichiarato il suo intento di lasciare ai suoi giovani lettori un’eredità di emozioni, da lei acquisita tramite esperienze drammatiche: non una semplice autobiografia, ritenuta per sé «insufficiente», ma un libro che avesse anche i caratteri del romanzo storico, senza essere «poco intimo». L’impulso a scrivere questo libro le è venuto dall’ossessivo succedersi in televisione delle immagini del crollo delle torri gemelle: hanno fatto riaffiorare altre distruzioni vissute in passato. Da qui l’alternarsi di passato e presente nel romanzo: un passato da ricordare, un presente da cui stare in guardia. Da qui l’esigenza di aprire nella narrazione «contatti col presente, creando un orizzonte di futuro da cui vedere il passato». Si intrecciano allora passato e presente, si intrecciano memoria «personale» (emozioni, pensieri..), memoria «visionaria» (nell’immaginare i sentimenti di personaggi storici, come Ciano e Mussolini) e memoria poetica (le citazioni di Omero, di Montale …). Del resto la vera sapienza sta solo nella poesia che ci riscatta, così come solo dai racconti di guerra si può imparare la pace.
Il libro di Alessandro Banda trae origine dalle due sue esperienze di vita di insegnante e di lettore. Come docente è rimasto meravigliato, stupito e talora sdegnato dalle bizzarre situazioni scolastiche di scrutini, assemblee e collegi docenti, a cui puntualmente il suo preside si presenta con stravaganti giacche dai colori sgargianti; come lettore invece è stato affascinato da quel filone letterario che si interessa della decadenza della scuola e da cui ha capito che la scuola era, è e sempre sarà un complicato rapporto fra insegnanti e docenti, irredimibile, sempre e ovunque, come si legge nelle ultime pagine del suo romanzo e come si evince a partire dai libri di Paola Mastrocola per giungere, risalendo a ritroso, fino al Satyricon di Petronio nel I sec d.C. Ma in Scusi, prof., ho sbagliato romanzo insegnanti e studenti sono «sulla stessa barca, tutti vittime di una burocrazia che invece di facilitare, ostacola sia l’apprendimento che l’insegnamento». Il paradosso e il grottesco sono i colori con cui Banda rappresenta la realtà scolastica, che diventa però metafora della vita. Proprio dalla vita fra le mura scolastiche è nato lo spunto per riscrivere i classici: è stata la risposta di una studentessa piuttosto disinvolta e fantasiosa nel sintetizzare la vicenda de I promessi sposi ad indurre Banda a realizzare qualcosa di nuovo ed originale.
A chi ha maliziosamente sospettato che sia ricorso a termini che appartengono al gergo giovanile talora volgare per accattivarsi il pubblico dei ragazzi, lo scrittore ha risposto molto serenamente che per lui il leggere e lo scrivere sono un piacere: per questo motivo il lettore deve leggere senza forzature, come lo scrittore deve scrivere in libertà, al di fuori delle convenzioni letterarie, senza preoccuparsi di essere gradito o meno.
Marisa Bulgheroni ha condiviso le considerazioni di Banda, affermando che la letteratura deve sottrarsi al consumismo per percorrere piuttosto la strada già tracciata da grandi scrittori quali Alessandro Manzoni. I due scrittori però sono in disaccordo sul valore delle Ultime lettere di Jacopo Ortis: per Banda il romanzo di Foscolo è «privo di sostanza», mentre è tra i preferiti della Bulgheroni, che in Un saluto attraverso le stelle ha tratteggiato un personaggio alter-ego di Jacopo.

Si tirano le fila

Qual è il bilancio di questa esperienza? Senz’altro positivo.
Innanzitutto ci è stata data la possibilità di avvicinarci alla narrativa contemporanea, di incontrarne personalmente alcuni protagonisti e di capire quale sia il lavoro che sta “dietro le quinte” di un romanzo, così che sono accresciuti in noi la passione e l’interesse verso la letteratura più recente.
Abbiamo potuto migliorare il nostro spirito critico nei confronti di un nuovo testo, verificando ipotesi nate dalla lettura autonoma, modificando opinioni attraverso un dialogo in cui l’insegnante era con noi lettrice sullo stesso piano; abbiamo imparato che non si deve giudicare un libro al primo “assaggio”, ma che si deve cercare di coglierne le diverse implicazioni, in questo senso il lavoro svolto in classe ci ha aiutato ad affinare la nostra capacità di stabilire collegamenti interdisciplinari fra storia e letteratura, di cogliere citazioni, allusioni e riferimenti all’interno di un romanzo.
La lettura dei due libri ci è stata dunque di stimolo ad ampliare le nostre acquisizioni in merito ad avvenimenti storici (specialmente quelli dell’immediato dopoguerra) e movimenti letterari (come il Neorealismo e il Postmoderno) talora solo orecchiati o del tutto sconosciuti, avviandoci ad una conoscenza più consapevole del ‘900 e del nostro tempo.
Le nostre competenze di scrittura sono state sollecitate nella redazione di recensioni e la stesura della relazione ha migliorato le nostre capacità di cooperazione e di sintesi di un percorso abbastanza ed articolato.
Certo il lavoro è stato lungo ed impegnativo, ma ne è valsa la pena e, se ci è consentito dare qualche suggerimento alla luce della nostra esperienza, proporremmo che la scelta del libro o dei libri da analizzare potesse essere fatta dai ragazzi, magari all’interno di una rosa suggerita dalla commissione del Premio Dedalus. Sarebbe per noi ancora utile che ogni ragazzo possedesse la copia del libro da esaminare non solo per accelerare i tempi di lettura, ma anche per permettere annotazioni personali sul testo importanti al momento della discussione e della composizione di un commento scritto.
Approfittiamo infine per ringraziare per le copie del prezioso saggio Buio distribuito a conclusione dell’incontro del 13 ottobre, sarà il viatico del nostro anno finale di liceo per trovare alla fine …la luce.

Forlì, 20-10-2007

La classe 5° D

 

 

 
     
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