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PREMIO STEPHEN DEDALUS:
GLI INTENTI E LE CARATTERISTICHE

I premi letterari antichi o recenti non mancano certo in Italia, ma l’impressione è che molti siano ormai legati a schemi precostituiti: spesso non sono nemmeno critici o esperti a stabilire i vincitori, ma genericamente personaggi della cultura. In questo contesto lo “Stephen Dedalus” dovrebbe distinguersi, almeno nelle intenzioni dei fondatori (fra i quali il critico e docente universitario forlivese Alberto Casadei). Infatti, saranno in primo luogo i critici a esprimere il loro giudizio, senza distinzione tra accademici e militanti: l’importante sarà riconoscere la qualità delle opere, sia di autori famosi che di esordienti, pubblicate da case editrici grandi o piccole. Verranno premiati insomma testi che incidano sul presente e che non siano destinati a restare il caso o la moda di pochi mesi. In questa scelta verranno coinvolti anche i ‘lettori forti’ (quelli appunto che non si fanno condizionare dalle mode), raggiunti via internet oppure attraverso il circuito delle biblioteche e delle associazioni, e il mondo della scuola, con insegnanti e studenti che potranno creare loro percorsi didattici a partire dalle opere finaliste o vincitrici del premio.

Da tempo si parla di crisi della critica e di scarsa visibilità dei lettori forti. Lo “Stephen Dedalus” nasce anche per rispondere a questa situazione, riunendo critici e lettori che si mettono in gioco, percorrono strade alternative, cercano una presenza della tradizione e della sperimentazione letteraria in un periodo in cui molti guardano solo alle classifiche dei bestseller. L’idea di fondo è che esistano ancora opere significative, al di là dei profondi cambiamenti del sistema culturale e della indiscutibile invadenza dell’effimero massmediatico (peraltro, da non guardare solo con distacco, bensì da esaminare in tutte le sue forme). Ovviamente i giudizi potranno risultare discutibili: ma anche questo risulterà positivo, se costringerà a giustificare scelte diverse, e insomma se contribuirà a trasformare le polemiche spesso pretestuose in confronti seri sulla situazione della letteratura contemporanea italiana, collocandola in un’ampia prospettiva e non riducendola a formulette o a quantitativi di copie vendute.

Il premio viene dedicato al noto personaggio joyciano perché Dedalus è uno scrittore e un critico, segue la letteratura contemporanea ma conosce bene i classici, riflette sul ruolo dello scrittore e dell'intellettuale nella società contemporanea, si chiede che cosa valga la pena scrivere e come sia il caso di scriverlo. Mette insieme tradizione e modernità e crede che la letteratura sia una forma di conoscenza. Insomma, esercita tutte le prerogative che vorremmo trovare nella letteratura (e infatti non a caso il sottotitolo del premio suona “Per una nuova presenza dei critici e degli scrittori”).

La giuria potrà in parte variare anno per anno: questo per garantire un ricambio dei punti di vista e per trovare sempre nuovi stimoli nella ricerca di opere importanti. Le sezioni del premio sono di norma due, narrativa e poesia, ma è previsto che saranno prese in considerazione anche la saggistica (non solo letteraria), le opere prime, nonché le nuove opere multimediali, ai confini tra scrittura letteraria, arte e musica: per quanto ancora pionieristiche infatti, queste opere possono fornire importanti stimoli per interpretare i sempre più intricati rapporti fra cultura scritta e cultura visuale.

La premiazione si svolge di norma nel mese di ottobre a Forlì.Dal 2007, il premio è promosso dalla Fondazione "Cassa dei Risparmi di Forlì".

 

STORIA

 
     
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